Intervento della dott.ssa Patrizia Gentilini per Atto Primo: Salute Ambiente Cultura
Associazione "Vivere in Valdisieve"
EVENTI 2
- LABORATORIO RIUSO E RIPARAZIONE A LONDA
lunedì 22 giugno 2026
A MONTALE: INCONTRO PUBBLICO GIOVEDI' 25 GIUGNO ORE 21. CHIUSURA INCENERITORE DI MONTALE e altre proposte.
lunedì 11 maggio 2026
Manifestazione 16 maggio. BASTA AEROPORTI IN CITTÁ! VOGLIAMO IL PARCO!
Sabato 16 maggio scendiamo in piazza per difendere la nostra Piana, Firenze e Prato dall'inquinamento e dalla cementificazione. Vogliamo un parco per tutti e tutte, non nuove piste!
Cantiere sociale Camilo Cienfuegos - Campi Bisenzio Comitato No Aeroporto di Prato - Comitato No Tunnel TAV - Comitato sorvolati BROZZI QUARACCHI LE PIAGGE - CUB Firenze - FLC CGIL Università di Firenze - Grasp - Alterpiana Fi-Po-Pt - Giardino dei Fenicotteri Piana di Lecore- APS Italia Nostra - Legambiente - Medicina Democratica Firenze - Orto Collettivo Natura È - Presidio No Inceneritori No Aeroporto - VAS Vita Ambiente Salute ODV
Associazione per i Diritti dei Cittadini (ADiC Toscana Aps)
Associazione Tutela Fauna Toscana
Associazione Vivere in Valdisieve
Atto Primo Salute Ambiente Cultura
Biodistretto del Montalbano
Circolo Arci ex Macelli Quinto basso
Coalizione ambientale interregionale TESS / Transizione energetica senza speculazione
Collettivo di Fabbrica ex Gkn
Comitato Alluvionati Campigiani
Comitato acqua bene comune Pistoia e Valdinievole
Comitato No Inceneritori Piana Fiorentina
Comitato per le Oasi WWF dell'Area Fiorentina
Comunità delle Piagge
Comunità di resistenza contadina Jerome Laronze
Confederazione Cobas di Firenze e Pistoia
CSA Next Emerson
Ecolo' Fiesole Firenze Sesto Fiorentino
Federazione Cobas Firenze
Forum toscano dei Movimenti per l'Acqua
Friday For Future Firenze
Fuori binario
Il Binario-Gruppo Italiano Amici della Natura sez. Sesto Fiorentino
Laboratorio perUnaltracittà
Mondeggi bene Comune
Movimento Tutela Ambiente Territorio Montefoscoli Valdera Pi
No Comando NATO ne' a Firenze ne' altrove
No Valdera Avvelenata
Presidio Libera Sesto Fiorentino
Rete Toscana Tutela Beni Comuni
Rifiuti Zero Italia
Salviamo Firenze
Slow Food Scandicci/Firenze
Studenti di Sinistra Sudd Cobas Prato e Firenze
Trasparenza per Empoli
Federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista
Movimento 5 Stelle Toscana - P. Carc Federazione Toscana
Partito Comunista Italiano - Federazione Ofelia Giugni - Prato
Partito Comunista Italiano - Federazione Elio Chianesi - Firenze
Potere al Popolo, Bagno a Ripoli FI Sud - Pistoia Rossa
Sinistra Italiana- Alleanza Verdi Sinistra Sesto Fiorentino
Sinistra Italiana Toscana - Alleanza verdi Sinistra Toscana
Sinistra Progetto Comune (Firenze)
mercoledì 11 marzo 2026
Comunicato Stampa Rete Toscana Beni comuni e Zero PFAS Toscana
Ebbene, la USL Sud Est ci ha risposto in modo esaustivo e solerte inviandoci anche il cronoprogramma di controllo delle acque INFORMANDOCI purtroppo che il Laboratorio di Sanità Pubblica dell’Azienda USL Toscana Nord Ovest, incaricato di svolgere le analisi, non ha ancora dato disponibilità alla ricezione di tali campioni.
L’USL Nord Ovest ha confermato di non essere attualmente in grado di effettuare le analisi sui PFAS, nonostante la legge imponga la ricerca di tali parametri. Ha inoltre comunicato che è stata espletata una gara per l’acquisizione della strumentazione necessaria (senza indicazioni sui tempi) e che per tali analisi si stanno predisponendo convenzioni con ARPA Veneto, Istituto Zooprofilattico Sperimentale Toscana Lazio e ulteriori analoghe convenzioni con laboratori esterni accreditati (che contesteremo se dovessero coincidere con quelli dei gestori del servizio idrico).
L’USL Centro, ad oggi, non ha fornito alcun riscontro.
“Chiediamo – commentano le Associazioni – quando entreranno pienamente in funzione tutte le procedure previste per effettuare le analisi disposte e, risposte formali dall’ex Assessore alla Sanità Bezzini, sulle ragioni che hanno determinato un ritardo così significativo, nonché all’attuale Assessore Monni su come intenda recuperarlo. Riteniamo infatti grave che, a distanza di due mesi dall’entrata in vigore della legge che limita la presenza di PFAS nelle acque potabili, non sia ancora possibile disporre di alcuna analisi”.
Sorge inoltre un interrogativo che non può essere ignorato, anche alla luce di una risposta rilasciata al giornale Avvenire, in cui l’allora assessore all’Ambiente dichiarò che i PFAS non rappresentavano una sua priorità: oggi, nel ruolo di assessore alla Sanità, come si concilia tale posizione con l’assenza dei controlli previsti dalla legge?
ARPAT ci ha risposto – proseguono le associazioni – informandoci di aver avviato dal 2017 il monitoraggio di 6 PFAS nelle acque destinate alla potabilizzazione e che tale rete è attualmente oggetto di revisione nell’ambito di un tavolo con Regione Toscana e Servizio Idrico Integrato. Inoltre, pur non avendo competenze dirette sulle 30 molecole per le quali sono previste analisi nell’acqua potabile, ha condotto con successo prove su 14 di queste e sta ampliando le analisi alle 30 che costituiscono la Somma PFAS.
Ha infine riferito di svolgere analisi sulle acque di scarico, sui sedimenti e sulle polveri derivanti dai controlli della qualità dell’aria. Ci AUSPICHIAMO che sia avviato un confronto continuo con ARPA Veneto e Piemonte sulle metodologie già da loro adottate.
“Gli aspetti da approfondire sono ancora tanti e i ritardi che emergono inaccettabili, – proseguono le associazioni – continueremo a vigilare e a chiedere chiarimenti come sulle procedure di infrazione commisurate all’Italia per quanto di competenza regionale”
L’ infrazione n° INFR 2207/2025 concerne il non corretto recepimento della direttiva quadro sulle acque, direttiva 2000/60/CE, quindi l’obbligo di eseguire il riesame periodico dei permessi relativi alle risorse idriche (programmi che devono comprendere misure volte al controllo dei diversi tipi di pressioni cui sono sottoposti i corpi idrici, quali l’estrazione, gli scarichi da origini puntuali e le fonti diffuse di inquinamento).
Dato che le autorizzazioni ai prelievi vengono rilasciate da organi regionali e un DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE (21 APRILE 2015, n. 51/R) disciplina proprio gli obblighi di misurazione delle portate, dei volumi dei prelievi, delle restituzioni di acqua pubblica e delle modalità di trasmissione dei risultati delle misurazioni.
- chiediamo il motivo per cui, nell’adozione del nuovo Piano di Tutela delle Acque (iniziato nel 2024 con l’allora Assessore all’Ambiente Monni, con una procedura ad oggi non conclusa), non troviamo traccia dei prelievi da acque superficiali e di falda da agricoltura e industria (risultano disponibili dati soltanto sui prelievi del Servizio Idrico Integrato sul sito dell’Autorità Idrica Toscana), né di come vengano restituite le acque dalle attività produttive dopo l’uso.
mercoledì 4 marzo 2026
Nuove VARIANTI alla pianificazione per nuovo consumo di suolo alla Pievecchia, sul Sentiero della Memoria!
Al Comune di Pontassieve – All’Assessore all’UrbanisticaAlla Città Metropolitana di Firenze – All’Assessore all’UrbanisticaAlla Regione Toscana - All’Assessore all’UrbanisticaAlla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Firenze e la Provincia di Prato
Oggetto: Variante POI con speculazione edilizia, consumo di suolo agricolo e impatto paesaggistico per il nuovo resort turistico di lusso a Villa Tesei (Pievecchia), nella campagna collinare di Pontassieve e sul Sentiero della Memoria
La Giunta Comunale di Pontassieve il 28 novembre 2025
ha deliberato favorevolmente sulla previsione di un nuovo complesso o resort
turistico “elevato” a Pievecchia e il 24 febbraio 2026 il Consiglio Comunale ha
approvato l’avvio dell’assoggettabilità alla VAS-Valutazione Ambientale
Strategica “Nuova previsione turistico
ricettiva in località Pievecchia nel Comune di Pontassieve con recupero delle
volumetrie di Villa Tesei e nuovo consumo di suolo non urbanizzato nel
territorio rurale – Variante ordinaria al PSI Valdisieve ed al POI Pontassieve
e Pelago”. Il luogo si trova sulle
colline del versante occidentale della Valdisieve, a circa 250 m s.l.m.
Da sottolineare che
l’amministrazione comunale ha approvato di recente il Piano Operativo
intercomunale (pubblicato sul Bollettino Ufficiale della Regione Toscana - BURT
- N. 36 del 3 settembre 2025), mentre il Piano Strutturale Intercomunale
era già entrato da tempo in vigore perché pubblicato sul BURT n. 35 parte II
del 28/8/2024, con tanto di rimodulazione dell’ambito di pertinenza del
centro storico Pievecchia. Come si legge dai documenti (diventati ufficiali dal
24 febbraio e che dovrebbero essere pubblicati sul sito del Comune in albo
pretorio), la Nima-Demetz & Fattoria di Grignano hanno presentato la
richiesta di variante il 28/11/2025.
Con la previsione nella forma di ‘variante ordinaria’ si
dovrebbe consentire alla società Nima-Demetz e alla Fattoria di Grignano
non solo di ristrutturare il complesso in stato di abbandono della Villa Tesei
di Pievecchia (operazione
condivisibile) ma anche, insieme – all’evidente fine di ‘ottimizzare i
profitti’ di detta società, che si occupa principalmente del settore turistico
–, di realizzare, sulla collina coltivata a oliveto adiacente al complesso
della Villa turrita (circoscritto da un muraglione), un vero e proprio resort
con nuovi edifici disposti su almeno tre strisce a ventaglio con “camere
ipogee”, con piscina e laghetto: una operazione
immobiliare che richiederebbe altri interventi complessivamente assai impattanti, come i ragguardevoli
sbancamenti della collina con abbattimento di non pochi olivi, la costruzione
di un parcheggio e la installazione – pare sul suolo – di innumerevoli pannelli
fotovoltaici per usi energetici del nuovo villaggio turistico.
Purtroppo, al di là dei pregi paesaggistici
dell'area e della storicità dell’edificio signorile, sulla Villa Tesei e
dintorni non vi sono "vincoli" paesaggistici, né culturali. La Villa
dispone però di una chiesetta che non risulta "vincolata"
culturalmente, ma che potrebbe esserlo in quanto di proprietà di ente senza
fini di lucro ed avente più di 70 anni, la quale ha una fisionomia molto rara:
appare infatti composta da quattro volumi convessi che sembrano absidi
quasi di forme ortodosseggianti, i quali racchiudono una sorta di
torretta-campanile centrale.
Per chi non lo
sapesse la Villa Tesei di Pievecchia è il luogo dove vennero trucidati 13
partigiani dai nazisti l’8 giugno 1943: una porzione del muraglione di cinta
conserva ancora i fori dei proiettili dei nazisti e dispone di specifica targa,
in ricordo della strage. E ovviamente la Villa rientra nel Sentiero della
Memoria, un percorso escursionistico che collega Pontassieve alla Consuma
passando per Rufina e tre luoghi segnati da tragici eventi: le stragi di civili
avvenute nel 1943-44. Come si legge in rete, “il sentiero, pensato anche per
chi lo voglia percorrere a cavallo o in mountain bike (con apposite varianti
dedicate), è stato fortemente voluto dai Comuni di Pelago, Pontassieve e
Rufina, insieme alla Comunità Montana della Montagna Fiorentina. La sua realizzazione
è stata curata dal Gruppo Escursionisti Organizzati di Sieci e dalla
Sottosezione CAI di Pontassieve. L’inaugurazione si è tenuta il 25 aprile 2009”.
Nella
pagina “FAI – I luoghi del cuore” si
legge riguardo a Pievecchia di Pontassieve: “Un museo a cielo aperto dove il viaggiatore attento si sofferma, tra
vigneti e oliveti, tra tipicità e sapori, a gustare un po’ di questa terra. La
villa di Pievecchia, edificio che rappresenta le tendenze dominanti
dell’architettura fiorentina della seconda metà dell’Ottocento, è annessa alla
Fattoria di Grignano dal 1999 e prende il nome dalla Pieve medievale che le
sorge accanto. Dalla metà del '600 alla metà del '700 il corpo centrale della
villa è in mano agli abati di Vallombrosa, per passare poi all’Arcivescovado di
Firenze. Dopo il 1860 la villa viene confiscata dallo Stato italiano e messa in
vendita, acquistata da Agostino Tesei, Generale di marina elbano alla cui
famiglia la fattoria resterà fino al 1916, anno in cui inizia a passare di mano
in mano. fino all’attuale proprietà che ormai da anni ne ha avviato il recupero
riportandola all’antico splendore. L' 8 giugno 1944 un gruppo di Partigiani
proveniente da Monte Giovi, penetrato nella caserma della guardia nazionale
repubblichina di Pontassieve, s'impossessa di armi e munizioni e si ritira a
bordo di un camion. Alcuni carabinieri colgono l'occasione per disertare e si
uniscono alla pattuglia partigiana. Lungo la strada del ritorno i partigiani si
fermano alla Pievecchia. In una delle case vi trovano due soldati tedeschi e ne
segue uno scontro in cui un soldato muore, mentre l'altro riesce a fuggire.
Nella rappresaglia che segue i tedeschi rastrellano tutti gli uomini che
possono trovare a Pievecchia e li uccidono a colpi di mitra nel giardino della
villa del paese. 14 persone perdono la vita”.
Per questi tragici eventi, con decreto del Presidente della Repubblica del
23 dicembre 2005, è stata conferita la Medaglia di Bronzo al Merito Civile al Comune di Pontassieve
(Firenze), con la seguente motivazione: "Piccolo centro partecipò
generosamente alla lotta partigiana, subendo devastanti bombardamenti ed una
feroce rappresaglia da parte delle truppe naziste che trucidarono barbaramente
quattordici suoi concittadini. Ammirevole esempio di spirito di libertà e di
amor patrio."
1943 - 1944/Pontassieve (Firenze).
Il Sindaco ha sostenuto in sede di Consiglio Comunale del 24 febbraio che il luogo di Pievecchia per gli abitanti di Pontassieve è un luogo sacro (per i tragici eventi accaduti), ma non ha avvertito la preoccupazione del consumo di suolo agricolo e del significato del tutto nuovo che Pievecchia assumerebbe con l’approvazione della variante e l’urbanizzazione dell’area collinare olivata: da simbolo della memoria e luogo sacro della lotta partigiana (come detto dal Sindaco) a resort e luogo di svago turistico di élite!
Per le ragioni sopra
addotte, Italia Nostra e l’Associazione “Vivere in Valdisieve” fanno istanza
alle Istituzioni in indirizzo perché nell’occasione dovuta della conferenza di
copianificazione la variante non sia approvata, e si preveda un progetto di solo restauro e adeguamento della Villa (che dispone
di dimensioni piuttosto grandi).
Italia Nostra Aps Sezione di Firenze
Laura Manganaro
Associazione “Vivere in Valdisieve"
Catia Pratesi
lunedì 19 gennaio 2026
𝙁𝙐𝙉𝙕𝙄𝙊𝙉𝘼𝙍𝙄 𝘽𝙊𝙉𝙄 𝙑𝙄𝙍𝙄, 𝙎𝙊𝙋𝙍𝙄𝙉𝙏𝙀𝙉𝘿𝙀𝙉𝙕𝘼 𝘼𝙐𝙏𝙀𝙈 𝙈𝘼𝙇𝘼 𝘽𝙀𝙎𝙏𝙄𝘼
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| Palazzina Cementificio |
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| Uffici e Silos |
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| Interno cementificio |
mercoledì 24 dicembre 2025
AUGURI A TUTTI VOI!
venerdì 21 novembre 2025
Comunicato Stampa: Verso la piena ripubblicizzazione della gestione del servizio idrico nella Conferenza Territoriale 3 Medio Valdarno: cambiare direzione di marcia è possibile!
martedì 4 novembre 2025
OSSERVAZIONI al Piano Faunistico Venatorio della Regione Toscana
- Nei fatti non aumenta di 1 mq la quota di territorio regionale destinata alla protezione della fauna selvatica, attualmente corrisponde al 23.0% e su queste basi non vediamo come sia possibile raggiungere entro il 2030 la quota del 30% indicata dalla Strategia Europea per la Biodiversità.
- Non è prevista nessuna azione di tutela delle specie in difficoltà, peraltro, tra le altre, viste le criticità, almeno per moriglione, moretta, pavoncella, combattente, tortora selvatica, allodola, andrebbe disposto il completo divieto di caccia.
- Al contempo si tende a nascondere gli impatti della caccia magnificando fantomatici effetti positivi. Paradossalmente si arriva a descrivere gli appostamenti fissi di caccia come “oasi di biodiversità” ed a compiacersi del fatto che sul nostro territorio regionale ve ne sono così tanti snellendo peraltro l’iter autorizzativo degli stessi. Riferendoci in particolare ai Palmipedi e ai Trampolieri è sempre importante ribadire come tali strutture abbiano senza alcun dubbio un impatto rilevante.
- Non è previsto niente nemmeno per migliorare lo stato di tutela dal punto di vista faunistico delle aree Natura 2000, pur se non in divieto di caccia. Per comprendere quale sia il carico dell’attività venatoria su queste aree, che sono state individuate come aree di importanza comunitaria per la conservazione della biodiversità, si pensi che vi insistono addirittura 1830 appostamenti fissi di caccia. Riferendoci ad alcune aree specifiche di grande valore come il Padule di Fucecchio ed il lago di Massaciuccoli da un lato inevitabilmente sono evidenziate come criticità “l’intensa attività venatoria e l’insufficiente livello di controllo” ma al contempo nessuna relativa azione e prevista nelle misure di mitigazione. Riteniamo inadeguata anche la sezione dedicata alla “Valutazione di Incidenza” relativa allo stato di conservazione dei Siti Natura 2000 così come quanto previsto nei “valichi montani”, aree cruciali per l’avifauna migratoria.
- Si esprime come Associazione totale contrarietà ad ipotesi di piani di controllo numerico della popolazione del Lupo, sia pur eventualmente resi normativamente possibili dal processo di declassamento dello stato di protezione della specie, attualmente in corso. Il controllo con abbattimenti è infatti metodica assolutamente inadeguata ad affrontare le situazioni di "conflitto" fra Lupo e attività umane, che devono essere gestite con la prevenzione e non con la repressione. Tale metodica crea infatti destabilizzazione a livello della territorialità e dei meccanismi di branco di questa specie, che possono aumentare piuttosto che ridurre il conflitto. La specie, inoltre, ha un fondamentale ruolo ecologico nel controllo delle popolazioni di ungulati per il quale invece viene sostanzialmente indicato il solo prelievo venatorio che, come sappiamo, ne è stato il motivo di origine primo. Tale modalità in questi anni, nonostante la Regione Toscana abbia progressivamente aumentato in modo esponenziale le possibilità e modalità di prelievo si è chiaramente dimostrata incapace di risolvere il problema. Il nuovo PFVR dovrebbe invece promuovere maggiormente da una parte, ed in primis, la prevenzione e dall’altra, laddove ve ne sia effettiva necessità, l’utilizzo di metodiche alternative come le catture, che in particolare per il cinghiale hanno dimostrato in più realtà la loro efficacia, e anche esperimenti di sterilizzazione. Insistere sull’abbattimento con il fucile come sostanziale unico mezzo di gestione condanna la nostra realtà territoriale a vedere immutata la problematica che si dice di voler affrontare, con le sue conseguenze su colture agricole, biodiversità, incidenti stradali.
- Ulteriori modifiche che riterremmo necessarie riguardano il divieto dell’utilizzo di richiami vivi, la “caccia in tana” della Volpe, la riduzione degli orari e delle giornate di caccia, il divieto del munizionamento a piombo sul tutto il territorio.
Nel complesso dobbiamo constatare come il provvedimento proposto sarebbe più correttamente da nominarsi PIANO VENATORIO REGIONALE piuttosto che Piano Faunistico-Venatorio Regionale. Senza provvedimenti forti, la nostra fauna selvatica continuerà a soffrire in modo sempre più grave, con popolazioni sempre più in difficoltà a causa di un impatto abnorme del prelievo venatorio che va ad aggiungersi alle altre problematiche, quali la degradazione e depauperazione degli ambienti naturali, i cambiamenti climatici, l’agricoltura intensiva, ecc.
Qui trovate invece le nostre osservazioni:
1- Osservazioni al Piano Faunistico Venatorio RegionaleToscano 2024–2033
mercoledì 29 ottobre 2025
Comuinicato Stampa - Il caso Publiacqua e la proposta Funaro: così si impedisce l’acqua davvero pubblica
Dalle dichiarazioni della sindaca di Firenze Sara Funaro emerge la proposta di far acquistare ad Alia-Plures le quote del socio privato di Publiacqua per una cifra stimata tra 100 e 150 milioni di euro.
Un’idea che, dietro l’apparenza di una “ripubblicizzazione”, rischia in realtà di rendere impossibile qualsiasi futura gestione pubblica in-house, l’unica forma che la legge riconosce come realmente pubblica e controllata dai Comuni.
Se le quote venissero acquisite da Alia-Plures, la società risulterebbe sì interamente pubblica nella composizione azionaria, ma non nella natura: si tratta infatti di una holding finanziaria strutturalmente incompatibile con la gestione in-house e tuttora orientata alla quotazione in Borsa dopo il 2029, come dichiarato dallo stesso management di Alia.
Si tratterebbe dunque di un passaggio solo formale, funzionale non alla ripubblicizzazione, ma al rafforzamento della Multiutility in vista della futura quotazione, operazione contraria rispetto alle dichiarazioni del presidente Giani che si è recentemente dichiarato favorevole alla fuoriuscita dell’acqua dalla società Plures per la realizzazione di gestioni in house.
È invece chiaro che devono essere i Comuni, come previsto dal mandato della società, a procedere alla liquidazione del socio privato.
Solo una volta conclusa questa fase e verificati i valori reali, i Comuni – riuniti nell’Autorità Idrica Toscana – potranno finanziare direttamente l’operazione, utilizzando i fondi provenienti dagli utili della gestione idrica, senza alcun impatto sulle bollette.
Non si tratta di un’operazione impossibile: Publiacqua ha distribuito negli anni oltre 400 milioni di euro di dividendi, e questo dimostra che la società e la futura gestione pubblica dell’acqua avranno tutta la solidità economica necessaria per sostenere la liquidazione del socio privato.
Prima però è indispensabile una valutazione indipendente e trasparente, una vera due diligence che consenta di accertare il valore effettivo delle quote.
Le cifre oggi circolate – con differenze di circa 50 milioni di euro tra una stima e l’altra – dimostrano che siamo di fronte a valutazioni fatte “a braccio”, non a un’analisi seria e documentata.
E proporre ai cittadini un’operazione così confusa e contraddittoria, spacciandola per un passo verso l’acqua pubblica, è un’offesa per tutti coloro che da anni chiedono trasparenza e continuano a pagare le bollette tra le più alte d’Italia.
La verità è che la proposta Funaro riprende alla lettera i passaggi previsti dal piano industriale di Alia-Plures fin dal momento della sua costituzione: prima acquisire la proprietà diretta delle società che gestiscono acqua, rifiuti ed energia, e poi procedere alla quotazione in Borsa.
È esattamente questo il percorso che si sta portando avanti, e che non ha nulla a che vedere con la ripubblicizzazione dell’acqua, ma piuttosto con la sua piena integrazione nella Multiutility.
Per questo, la proposta della sindaca Funaro non può essere né accettata né appoggiata da chi ha realmente a cuore la gestione pubblica del servizio idrico.
Non è un’operazione seria, né sul piano economico né su quello politico: è un passaggio funzionale a consolidare il controllo della Multiutility e impedire per sempre la gestione in-house dell’acqua, l’unica che garantirebbe un controllo diretto, pubblico e trasparente da parte dei Comuni e dei cittadini.
Rete toscana per la tutela dei beni comuni
“Devono essere i Comuni, come previsto dal mandato della società, a procedere alla liquidazione del socio privato”. ASCOLA A QUESTO LINK: https://www.controradio.it/podcast/il-caso-publiacqua-e-la-proposta-funaro-cosi-si-impedisce-lacqua-davvero-pubblica/
venerdì 8 agosto 2025
Se ne va il "Padre" della Legge Quadro sui Parchi Nazionali e sulle altre Aree Naturali protette, l'Avv. Gianluigi Ceruti.
Purtroppo dobbiamo dare una triste notizia perchè ci hanno comunicato che l'Avv. Ceruti ci ha lasciato.
Gianluigi Ceruti lo abbiamo conosciuto durante le varie fasi dei ricorsi al TAR per l'inceneritore di Selvapiana, assieme a tutto il team di avvocati di Firenze. Da allora siamo riusciti a portare avanti dei progetti a lui cari, come, in vista dei finanziamenti del PNRR, questa PROPOSTA AL GOVERNO ITALIANO DI PIANO PLURIENNALE DI MANUTENZIONE DEI BENI PUBBLICI , DEI BENI AMBIENTALI E CULTURALI ANCHE PRIVATI AI FINI DEL RECOVERY PLAN. Con contributi di importanti relatori sui temi a lui cari, sull'Ambiente. Questa raccolta di pensieri la trovate in PDF QUI.
Nel 2019 invece avevamo contribuito nel raccontare la nostra vicenda sull'inceneritore di Selvapiana, poi inserita in un suo libro insieme ad altre storie che, in qualche modo, rappresentano anche le sue VITTORIE sul piano ambientale.
Il libro si intitola: "L'Avevamo detto", con presentazione del giornalista Salvatore Giannella, e fu presentato a Villa Poggio Reale a Rufina il 28 settembre 2019 (qui le foto e il video integrale su youtube).
Solo qualche giorno fa ci eravamo sentiti perchè interessato a far avere un libro, a cui teneva molto, ad una libreria di Firenze, in quanto, come direttore di una collana editoriale della casa editrice Agorà Factory, stava per pubblicare questo libro monografico su Castagneto Carducci recante firme importanti e temi di grandissimo interesse.
Le Associazioni Valdisieve e Vivere in Valdisieve si stringono in un caloroso abbraccio ai familiari e ai suoi collaboratori, porgendo le nostre più sentite condoglianze.
Un grazie invece a Gianluigi Ceruti per il suo contributo sulle tematiche in difesa dell'Ambiente e del Paesaggio che lo hanno accompagnato dagli anni 80 fino ai giorni nostri.
* La foto lo ritrae, con alle spalle Maria Rita Signorini (di Italia Nostra, della quale associazione è stato anche Vice Presidente nel decennio 1980/90), durante la presentazione del suo libro a Villa Poggio Reale a Rufina.
martedì 29 luglio 2025
RACCOLTA FIRME PER IL REFERENDUM CONSULTIVO SULLA SANITÀ TOSCANA
DIFFONDIAMO LA NOTIZIA SULLA RACCOLTA DI FIRME. DAL BLOG DI ALTERNATIVA COMUNE DI PONTASSIEVE. (https://alternativacomunepontassieveblog.blogspot.com/2025/07/raccolta-firme-per-il-referendum.html)
Il gruppo di Alternativa Comune Pontassieve aderisce alla campagna di RACCOLTA FIRME per il REFERENDUM CONSULTIVO SULLA SANITA'.Occorrono 35.000 firme entro l'ultima settimana di SETTEMBRE
I MODULI sono stati consegnati in comune a Pontassieve.
PER FIRMARE BASTA RECARSI ALL'UFFICIO URP DI PONTASSIEVE
- TUTTE LE MATTINE DAL LUNEDI' AL SABATO,
DALLE ORE 8.30 ALLE ORE 12.30
- MARTEDI' E GIOVEDI'
ANCHE DI POMERIGGIO DALLE ORE 15.15 ALLE ORE 17.45.
Qualche informazione sul Referendum.
Comunicato ufficiale dei promotori:
Sono passati 10 anni da quando fu approvata la RIFORMA del Servizio Sanitario Regionale in TOSCANA, legge 84/2015 (da noi definita SCHIFORMA).
Quella
Riforma noi la contestammo democraticamente e fortemente e mai avremmo
pensato che la partecipazione dei Cittadini venisse offesa e vituperata
impedendo lo svolgimento del REFERENDUM Abrogativo. In Toscana, già
patria della civiltà democratica, subimmo e vivemmo la stagione buia
dello strapotere politico.
Eppure non occorreva essere profeti per prevedere le sventure che si sarebbero verificate. Purtroppo.
Da
subito contestammo l’idea fondante e cioè che “riducendo il numero
delle Asl e concentrando in poche mani i livelli di programmazione,
direzione e gestione si potessero ottenere risparmi economici,
miglioramenti dell’efficienza e della qualità dei servizi”. Questa idea
non trovava riscontro nella realtà perché le esperienze nazionali e
internazionali dimostravanono che – nove volte su dieci – le
macrofusioni organizzative in sanità producevano l’effetto contrario:
facevano aumentare i costi e riducevano l’efficienza e la qualità dei
servizi”.
Altra critica formulata riguardava “il gigantismo
organizzativo” che in sanità non paga: aumenta la complessità
organizzativa e finanziaria, diminuisce la capacità di controllo sul
funzionamento dei servizi e aumentano le distanze tra il livello
decisionale e la partecipazione democratica, e si riducono quasi a zero
le possibilità di influenza dei sindaci e delle comunità locali.
Nel
complesso lunghi tempi di attesa associati a ticket particolarmente
costosi “producono migrazioni di massa verso il settore privato,
soprattutto se questo mette sul mercato prestazioni low cost. Anche
questo era un effetto – e un obiettivo (non dichiarato) – del
definanziamento del servizio sanitario pubblico. ll mix che porta alla
privatizzazione ha naturalmente costi sociali elevati, rappresentati
dalle persone che rinunciano a prestazioni sanitarie o all’acquisto di
farmaci a causa di motivi economici o carenze di strutture di offerta”.
Ed
oggi purtroppo, ripeto, purtroppo il sistema è andato in progressiva
sofferenza. Lunghi tempi di attesa, liste chiuse, difficoltà di accesso
per motivi economici o di residenza. Desta vergogna pensare che 220.000
cittadini toscani rinunciano alle cure per motivi economici.
Dopo 10 anni è tempo di verificare l’attuazione della legge di riforma del 2015. Chiediamo e ci chiediamo:
- Ha migliorato il Servizio Sanitario Regionale?
- Le AUSL di Area Vasta hanno semplificato o complicato la gestione?
- I Presidi Ospedalieri hanno migliorato o peggiorato la capacità di ricovero?
- I tempi di attesa per un ricovero programmato sono aumentati o diminuiti?
- Il numero dei posti letto ospedalieri sono aumentati o diminuiti?
- I tempi di attesa per prestazioni di diagnostica e specialistica sono aumentati o ridotti?
- Gli Ospedali periferici/zone disagiate/di zona sono stati potenziati o ridimensionati?
- Il Pronto Soccorso dei Presidi Ospedalieri garantisce una migliore risposta o è peggiorato?
- Sono state attivate le Case della Salute/Comunità con tutti i servizi socio-sanitari previsti?
- Le posizioni dirigenziali/ dipartimentali/struttura/professionali sono aumentate o ridotte?
- Il territorio è stato valorizzato?
- Le risorse sono state redistribuite tenendo conto delle realtà periferiche?
- I Sindaci riescono a indirizzare la programmazione socio-sanitaria in area vasta?
-
II Bilancio regionale della sanità dal 2015 ad oggi ha registrato
economie di scala oppure disavanzi con obbligo di tassazione
aggiuntiva?
- Le prestazioni richieste in libera professione sono aumentate o ridotte?
- Il ricorso al Privato è aumentato o ridotto?
- Il ricorso a rapporti atipici (tipo a gettoni) ha influito nella qualità assistenziale?
- Nel campo della Prevenzione (Igiene e sicurezza luoghi di lavoro, Alimenti, veterinaria ecc.) ci sono stati miglioramenti?
A nostro modo di vedere, complessivamente, il SERVIZIO SANITARIO REGIONALE è peggiorato. La Legge che ha imposto le Aree Vaste ha fallito. Non c’è giorno che non vengano denunciate carenze organizzative:
1) Elba. Forse è anche un optional avere all’Elba un cardiologo fisso che in caso di urgenza potrebbe salvare la vita?
2) Massa. “devo prenotare un esame per mio padre per il prossimo Settembre/Ottobre presso il NOA di Massa ma la lista è chiusa.
3)
Livorno. “Siamo alla follia nel mese di gennaio all'ospedale di Cecina è
stato sospeso il servizio ambulatoriale della terapia del dolore, i
malati non riescono ad avere appuntamenti nei tempi previsti per
rinnovare piani terapeutici”
4) Empoli. Peggiora la situazione del Pronto Soccorso
5) Lucca. Pronto Soccorso Odissea nello strazio. Turni infernali
6) Grosseto. Si sente male in Ospedale: mezz’ora per soccorrerla
7) Prato. Caos Emergenza, Per CGIL il sistema è sbagliato
8) Pistoia. Ospedale Caos. Ricoveri Impossibili
9)
Arezzo. I Sindaci sulla nomina del D.G. “Non possiamo esprimere alla
Conferenza nessun parere perché il messaggio che la Regione ci ha dato è
stato chiaro: nella sostanza il nostro consenso è irrilevante.”
Quando interpelli gli Operatori Sanitari ricevi conferme del disastro provocato dalla SCHIFORMA:
- l’accorpamento ha allungato eccessivamente le linee gestionali, emarginando i territori;
-
la creazione di dipartimenti multi provinciali ha creato strutture così
grandi da influire negativamente sulla gestione rendendo impossibile
una reale partecipazione degli operatori;
- alla fine gli organismi
di partecipazione dei professionisti (consiglio dei sanitari, ufficio di
direzione) sono stati esautorati ed il potere è stato concentrato nella
triade di vertice, escludendo rappresentanti dei territori e dei
professionisti;
- Sotto il profilo economico i presunti risparmi
derivanti dalla concentrazione sono stati riassorbiti dalle strutture di
controllo necessarie alla gestione di macroaziende.
Per questo siamo tornati
e proponiamo un REFERENDUM CONSULTIVO per dare ai Cittadini la possibilità di esprimersi democraticamente.
QUESITO REFERENDARIO
“Siete
favorevoli alla proposta volta a rivedere l’attuale assetto del
Servizio Sanitario Regionale incentrato in tre Aziende Unità Sanitarie
Locali (AUSL) di area vasta, come previsto dalla legge regionale toscana
n. 84/2015 (“Riordino dell'assetto istituzionale e organizzativo del
sistema sanitario regionale. Modifiche alla l.r. 40/2005”), al fine di
assicurare una maggiore diffusione delle AUSL sul territorio,
organizzandole su base provinciale?”
Ciò al fine di
garantire un piu’ efficace coinvolgimento delle comunità locali
necessario per una migliore analisi dei bisogni e delle esigenze dei
cittadini toscani, nonché una piu’ adeguata e coerente risposta
organizzativa, gestionale e socio- assistenziale in particolare sulle
liste di attesa, ricoveri e accesso al pronto soccorso.
Per il Comitato Promotore
Giuseppe Ricci - Eva Giuliani - Oreste Giommoni
QUI elenco aggiornato di tutti i comuni dove si può firmare
QUI, RELAZIONE ILLUSTRATIVA per saperne di più.








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